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Il simbolo del Takaró

Il Takaró: simbolo della grandezza con cui si nasce

Il Takaró è la copertina che Solomon J. riceve e che resta sua. Nella fiaba diventa l'immagine di una grandezza che si riconosce.

Una grandezza che si riconosce

Nella fiaba tradizionale il protagonista parte spesso da una condizione piccola o dimenticata e conquista, passo dopo passo, uno spazio di grandezza. Questa struttura ha dato coraggio a generazioni di lettori, insegnando che il cammino trasforma chi lo percorre. Solomon J. nel villaggio dei Pepileni si muove su una sponda leggermente diversa: il suo viaggio serve a riconoscere la grandezza che porta già con sé.

Il Takaró è il segno materiale di questa svolta. È una copertina che arriva, che si adatta alle spalle del bambino e che contiene qualcosa di antico e personale al tempo stesso. Indossarla significa accettare che il proprio valore abbia radici nel proprio essere, prima di ogni dimostrazione.

La copertina come memoria di chi ha guardato per primi

Ogni Takaró porta con sé la traccia di chi lo ha preparato. Nella fiaba questo gesto appartiene a figure che sanno guardare il bambino accettandolo com'è. La stoffa diventa così memoria affettiva: un oggetto da custodire e un luogo da cui partire anche quando il mondo intorno offre poche conferme.

La grandezza originaria include il cammino, l'errore, la fatica. Li pone su un terreno diverso. Si parte da un dono; i traguardi contano, ma il valore più profondo precede ogni traguardo. È qualcosa che si riceve e che resta proprio, anche al di là dei riconoscimenti.

Un simbolo inedito nel panorama letterario

Il Takaró rappresenta una scelta narrativa rara: affrontare il tema della grandezza partendo dall'origine. Nel panorama editoriale italiano e internazionale la figura della copertina ricorre come oggetto magico, arma o segno di identità ereditata. Qui la copertina è soprattutto relazione: qualcosa che si riceve attraverso lo sguardo di un altro e che resta anche quando quello sguardo si allontana.

Cosa cambia per chi legge

Per il bambino, il Takaró offre un'immagine rassicurante: si può sentirsi degno di essere amato prima di avere qualcosa da dimostrare. Per l'adulto, suggerisce una domanda: quante volte guardiamo i piccoli cercando ciò che saranno, e quante volte sappiamo riconoscere ciò che sono già?

La fiaba lascia uno spazio in cui piccoli e grandi possono confrontarsi con questa verità: la grandezza più importante è quella che si accoglie.

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