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Una tessera del puzzle

La figura di Pamela, il personaggio dell'amica, due righe che aprono una porta immensa

La figura di Pamela, il personaggio dell'amica, bionda di spalle con occhiali rotondi e smartphone, sotto un filo dorato che attraversa il cielo
La figura di Pamela, il personaggio dell'amica

La figura di Pamela, il personaggio dell'amica, occupa pochissime righe nel racconto: una voce che arriva da distante e occupa la stanza. Vivono in due città lontane e la loro relazione si tiene al telefono.

È una donna che non contiene la propria euforia neanche a un funerale, e accanto all'esuberanza tiene una qualità rara: «le bastano pochissime parole per individuare la realtà con precisione chirurgica».

Durante una telefonata definisce la città in cui vive l'amica: «una città di cani morti». Nella sua lingua l'immagine ha un significato preciso: persone che si incrociano senza guardarsi, che conservano soltanto la capacità di esistere per se stesse. È una diagnosi di comunità pronunciata in quattro parole, al telefono, tra una risata e l'altra.

Da quella frase discende tutto il resto: Pepilandia nasce come scenario opposto, punto per punto, alla città dei cani morti. Il personaggio dell'amica occupa due righe e consegna alla storia la sua frase fondativa.