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Le immagini della fiaba, le tavole del villaggio dei Pepileni, raccontate una a una
Il Pepileno

Il Pepileno è quella creatura che si avvicina a te quando sei piccolo e poi non ti lascia mai perché torna sempre quando hai bisogno di guardare il mondo con gli stessi occhi di quando eri bambino.
Torna quando cerchi delle risposte, quando senti una crepa che si allarga e tu non vuoi arrenderti.Torna quando non sai cosa rispondere e ti stai sgretolando, allora lui ti recupera e ti aiuta a unire i puntini e vedere ancora un disegno speciale mentre gli altri guardano uno scarabocchio.
Il Pepileno è quello che sogni di custodire per sempre senza mai perderlo. È ciò che fa restare, in sé, qui e adesso.Il villaggio che non ha funzionato

Il piccolo Solomon J. cammina insieme alla sua mamma in un villaggio desolato. Al loro passaggio restano molte orme, e attorno resta il segno che nessuno è davvero rimasto.
Che cosa può restituire un villaggio che non funziona?A chi restare legati?

Quando non si può salvare l'altro occorre salvare se stessi

È il momento in cui l'ombra del piccolo Solomon J. consegna al gigante un pezzo che le appartiene. Nell'istante stesso in cui glielo affida, capisce che lui lo avrebbe distrutto.
Per scoprire che cosa accade dopo, vi aspetta il libro.Il Takaró di ogni bambino

Il Takaró è il simbolo nuovo della fiaba «Solomon J. nel villaggio dei Pepileni» e ne rappresenta l'innovazione più importante. Custodisce le memorie della grandezza con cui ogni essere viene al mondo e nella storia prende la forma di una copertina piena di scintille luminose.
La grandezza abita dentro ogni bambino fin dal primo istante, come eredità naturale e parte viva di ciò che è.È un punto di origine, prima ancora di essere una meta, e ognuno può riconoscerla e portarla con sé.
Ombra sedotta dal gigante

Il piccolo Solomon J. dorme avvolto da una luce dorata, mentre la sua ombra, da sempre indipendente da lui, dialoga con il padre. Nella fiaba il gigante rappresenta questa grande figura paterna lontana, capace però di raggiungere la psiche del bambino attraverso una via sottile che si insinua nella sua vita.
Se lo avesse trovato, il suo papà sarebbe rimasto?Lui che un papà lo avrebbe tanto, tanto voluto.
Il ghiacciaio dell'Alcolà

Il piccolo Solomon J. attraversa il ghiacciaio dentro una bolla, accompagnato dalla sua cagnolina Layla. La bolla conserva al caldo la sua luce, perché lui ha conosciuto l'amore, l'accoglienza e la presenza di chi lo accompagna.
In basso il gigante resta appoggiato alla parete di ghiaccio e la psiche del bambino, la sua ombra, gli porge un filo dorato. È il momento in cui Solomon J. comprende la dipendenza del padre: un mondo freddo scelto come anestesia dalle emozioni.
L'ombra gli consegna l'eredità del figlio, e la scena invita a riconoscere quanto vale ciò che i bambini custodiscono.Le bolle della fiaba

Le bolle raccontano un meccanismo molto reale: ogni giorno i bambini si raccolgono dentro la propria bolla, e per chi sta accanto a loro diventa difficile capire come avvicinarsi. Lì dentro si confrontano con la propria psiche e con i propri fantasmi, un lavoro impegnativo anche per un adulto.
Immaginiamo che cosa significhi alla loro età.Qui l'ombra di Solomon J. si stacca da lui e sceglie una direzione diversa: va a cercare ciò che lui ha messo da parte per proteggersi, perché la psiche custodisce tutto.
È l'inizio di un'avventura sorprendente, e per scoprire dove porta vale la pena aprire il libro.La Zanzabalena

La Zanzabalena richiama il viaggio infantile, quell'andirivieni di pensieri e di immagini che attraversa la mente di un bambino. Porta dentro due nature.
Il ronzio della zanzara, quel suono insistente che può infastidire e spingere un bambino a raccogliersi in una bolla.
E la balena, le emozioni amplificate che abitano i bambini sensibili.
Ciò che disturba e ciò che ingrandisce appartengono alla stessa materia: il fastidio e la grandezza vivono vicini, dentro la stessa voce.La Pepilena Magna in missione segreta

I ponti di Pepilandia

Essere un bambino Neuro-Splendente
