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Le prime pagine

L'introduzione originale, il testo con cui si apre la fiaba, così come lo trovi nel libro

Prima del viaggio di Solomon J., la voce dell'autrice. Leggila con calma: è la soglia da cui si entra a Pepilandia.

Quando nasce un bambino, occorre un villaggio intero per crescerlo. Così dicono da qualche parte nel mondo. Ma che cosa accade quando il villaggio non c'è, e una madre si ritrova a dire: «Se questo è vero, allora sono io il villaggio di mio figlio»?

Solomon J., nascendo, ha avuto molti visitatori curiosi, ma nessuno è davvero rimasto. Eppure, anche in una «città di cani morti», come la chiama Pamela, persona che sarebbe capace di andare a un funerale senza riuscire a mascherare la sua euforia, si può scoprire la bellezza dell'essere madre. Ci si riesce nonostante attorno alla nuova vita in simbiosi si respiri, talvolta, troppa solitudine.

Esiste uno sguardo che certi bambini imparano presto a riconoscere: il ritratto della desolazione e dell'aridità, negli occhi di chi li cresce. Da piccoli non si ha ancora la tristezza necessaria per decifrarlo; si impara soltanto, senza esserne fieri, a leggere il dolore di un popolo invisibile.

Chi ha imparato quel codice guarda con occhi diversi il mondo delle donne, e in special modo quello delle non amate, delle isolate, delle troppo cariche o impegnative, e sa cogliere gli specifici incanti dei loro figli. Figli nati, talvolta, da amori sconfitti in partenza, sbriciolati e dispersi ma bambini nel mondo con la stessa luce. La loro spensieratezza, fortunatamente, fa sì che non colgano l'imbarazzo nei malcelati sorrisi che tradiscono l'ipocrisia degli altri genitori e che non percepiscano neanche quanto vengano segretamente ritenuti scomodi nelle esperienze più comuni, come i classici inviti ai compleanni o i pomeriggi di gioco. Così, ecco che crescono addestrati e salvati dal filtro dell'amore delle loro mamme sole, o per meglio dire: «Mamme Sole», ma questo lo comprenderete in seguito. Questo è un racconto dedicato a persone umili, radicate e perciò a tutti quelli che non sono stati ancora macumbati, poiché serve l'anima per leggere una storia del genere a un bambino.

Al piccolo Solomon J. serviva una mitologia degli assenti per conoscere i luoghi in cui si perdono alcuni adulti, giocando a nascondino nella vita. Grazie a un viaggio incredibile scoprirà la natura e la verità delle figure che fanno irrimediabilmente parte del suo percorso. Comprenderà che le mappe percorse dai propri genitori non lo conducono al suo destino.

Scoprire che l'unica vera missione di ogni figlio è, in fondo, quella di perseguire il proprio massimo bene lo porterà, finalmente, a liberarsi di una domanda latente che pesa come un macigno nelle sue giornate: se trovo papà, resterà?

La storia affida agli adulti il compito di diventare ponti solidi tra realtà e magia, capaci di custodire l'incanto e riconoscere la luce che attraversa ogni bambino. Vedrete che, in fondo, la verità è una storia a due voci: una delle due forse rimarrà taciuta mentre l'altra vi potrebbe sembrare giusta e narrabile ai bambini.

Che i pensieri belli ci portino lontano.

ISBN 9798289918543 · Amazon KDP · 2025

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