Quando nasce un bambino, occorre un villaggio intero per crescerlo. Così dicono da qualche parte nel mondo e se questo è vero, allora sono io il villaggio di mio figlio! Solomon J., nascendo, ha avuto molti visitatori curiosi, ma nessuno è davvero rimasto. Eppure, in una «città di cani morti», come la descrive la mia amica Pamela, persona che sarebbe capace di andare a un funerale senza riuscire a mascherare la sua euforia, ho imparato a conoscere la bellezza dell'essere mamma. Si riesce ad esserlo nonostante attorno alla nuova vita in simbiosi si respiri, talvolta, troppa solitudine.
Da piccola sono stata guardata tante volte con uno sguardo che oggi potrei dire essere il ritratto della desolazione e dell'aridità, ma a quei tempi non avevo ancora accumulato la tristezza necessaria per decifrare il messaggio celato negli occhi di mia madre. Non andavo fiera di quel codice mentre lo stavo apprendendo perché imparavo a leggere il dolore di un popolo forse più invisibile che invincibile. Averlo fatto, adesso, mi dà una visione più ampia del mondo delle donne e in special modo di quelle non amate, quelle isolate, quelle troppo cariche o impegnative.
Insieme a loro ho avuto l'onore di poter cogliere gli specifici incanti dei loro figli. Figli nati, talvolta, da amori sconfitti in partenza, sbriciolati e dispersi ma bambini nel mondo con la stessa luce degli altri. La loro spensieratezza, fortunatamente, fa sì che non colgano l'imbarazzo nei malcelati sorrisi che tradiscono l'ipocrisia degli altri genitori e che non percepiscano neanche quanto vengano segretamente ritenuti scomodi nelle esperienze più comuni, come i classici inviti ai compleanni o i pomeriggi di gioco. Così, ecco che crescono addestrati e salvati dal filtro dell'amore delle loro mamme sole, o per meglio dire: «Mamme Sole», ma questo lo comprenderete in seguito.
Questo è un racconto dedicato a persone umili, radicate e perciò a tutti quelli che non sono stati ancora macumbati, poiché serve l'anima per leggere una storia del genere a un bambino. Al piccolo Solomon J. serviva una mitologia degli assenti per conoscere i luoghi in cui si perdono alcuni adulti, giocando a nascondino nella vita. Grazie a un viaggio incredibile scoprirà la natura e la verità delle figure che fanno irrimediabilmente parte del suo percorso. Comprenderà che le mappe percorse dai propri genitori non lo conducono al suo destino.
Scoprire che l'unica vera missione di ogni figlio è, in fondo, quella di perseguire il proprio massimo bene lo porterà, finalmente, a liberarsi di una domanda latente che pesa come un macigno nelle sue giornate: se trovo papà, resterà?
La storia sfida a diventare solidi ponti, mediatori tra realtà e magia, diffusori d'incanto esaltando la luce che risplende in ognuno. Vedrete che, in fondo, la verità è una storia a due voci: una delle due forse rimarrà taciuta mentre l'altra vi potrebbe sembrare giusta e narrabile ai bambini.
Che i pensieri belli ci portino lontano.
ISBN 9798289918543 · Amazon KDP · 2025
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